ExSA è una comunità inclusiva, un luogo aperto, intergenerazionale e accogliente, flessibile e in costante ascolto dei bisogni e desideri collettivi.

INTRODUZIONE

15 giugno - 30 novembre 2021
Se quei muri: una pagina di storia per una mostra Comune, Isrec Bergamo e Associazione Maite

Se quei muri è una mostra che rievoca la vita di donne e uomini incarcerati all’interno dell'edificio Sant’Agata tra il settembre 1943 e l’aprile/maggio 1945.
L’Ex Carcere di Sant’Agata è stato un luogo a lungo dimenticato situato nel cuore di Città Alta e oggi al centro di un’importante operazione di riqualificazione.

IL RACCONTO DEL LUOGO

Un luogo di memorie: l’evocazione di temi cruciali per il vivere collettivo e le generazioni future

Il carcere conserva ancora, grazie alla collaborazione tra Associazione Maite e Comune di Bergamo, alcune parti originali.
Una convenzione tra Comune di Bergamo, Isrec Bergamo e Associazione Maite ha permesso di mettere in sicurezza muri scrostati e porte arrugginite da interrogare per far emergere nel cuore del tessuto urbano il passato nella sua complessità.
La mostra è allestita nell’ultima parte integra del carcere e dà voce alla sua lunga storia, concentrando l’attenzione tra il ’43 e il ’45 e le storie che li hanno resi vivi.

Con questo spirito, guidate dal volume Se quei muri potessero parlare pubblicato nel 2020 dal Filo di Arianna, le curatrici della mostra si sono impegnate a preparare il tessuto di storie e di documenti in grado di dare voce a un’installazione che possa fare emergere l’importanza della conservazione di quei muri scrostati. Sottratti al silenzio dell’indifferenza e al ritmo frenetico della produzione, i muri evocano il passato facendo diventare l’Ex Carcere di Sant’Agata un luogo di incontro con la storia ma soprattutto con la coscienza e l’immaginazione dei cittadini e delle generazioni future.

La mostra è stata realizzata con il contributo di:

sistema multimediale

Se quei muri si compone di un allestimento temporaneo presso l’Ex carcere di Sant’Agata. La visita consiste in un’esperienza immersiva grazie al taccuino cartaceo che accompagna il visitatore durante tutto il percorso. Il taccuino, oltre a creare riflessioni intorno alle parole e alle storie attraverso una voce narrante che adotta una prospettiva infantile, permette di fruire anche di contenuti multimediali accessibili tramite app per Android e iOS. La app offre contenuti legati alle storie e ai luoghi utilizzando la tecnologia della Realtà Aumentata attraverso la ricostruzione tridimensionale degli spazi e della mappa digitale dei luoghi della repressione nazifascista di Bergamo.

Modalità di accesso

Visite guidate*
Lunedì: 10:00 e 12:00
Mercoledì: 19:00 e 21:00
Venerdì: 16:00 e 18:00
Sabato e Domenica: 11:00, 14:00 e 16:00

Accesso libero
Mercoledì – venerdì 9:00-16:00
Sabato e domenica 10:00-18:00

*Prenotazione obbligatoria – min 8 max 20 persone

L’accesso alla mostra è gratuito. Costo visita guidata €5,00 - gratuito per bambini sotto i 12 anni. Per la comprensione e la piena fruizione del percorso è consigliato l’acquisto del taccuino €10,00 a cura di ISREC Bergamo.

 

    è ora di partire

    Ti vesti, esci di casa e ti incammini verso Città Alta

    ti perdi nei vicoli

    A meno che decida di prendere la funicolare, andare in Città Alta a piedi è già un incontro con la storia e l’arte. Passeggiare per le vie medievali ciottolate o lungo le Mura patrimonio dell’UNESCO sono alcune tra le attività più suggestive e piacevoli per turisti e bergamaschi. Alla mostra si giunge arrivando in vicolo Sant’Agata.

    Buongiorno! Prenotazione a nome di?

    Entra al civico 21. Ma prima soffermati e nota la pietra d’inciampo dedicata alla guardia carceraria Alessandro Zappata. È posta pochi passi a sinistra dell’ingresso, sotto l’antica cancellata in ferro e la storica incisione Carceri Giudiziari. Percorri il corridoio e mostra la tua prenotazione al foyer.

    Lo sguardo vaga, attraversi la memoria

    Ti trovi già all’interno dell’Ex carcere Sant’Agata, oggi Bene Comune. Lasciati trasportare dalla guida, dal taccuino e dalle indicazioni presenti. Sii curioso e nota gli strati d’intonaco, le imperfezioni del luogo, i dettagli di uno spazio in parte recuperato, in parte identico al passato. Stai percorrendo un luogo ricco di testimonianze storiche, lasciati coinvolgere dalle emozioni che ti trasmette.

    Verso le celle

    Hai attraversato Città Alta e sei arrivato fino a qui. Ora inizia il tuo percorso nel cuore del Museo

    Il percorso è guidato dalle luci (che illuminano gli oggetti e che mettono in risalto la ricca stratificazione di intonaci) e dalle ombre (sagome, immagini e scritte proiettate sulle pareti) creando un’atmosfera evocativa e sospesa. Le luci sono il simbolo della ricerca operata dallo storico, che indaga e svela le tracce interrogando le carte e i muri. Le ombre abitano lo spazio come apparizioni dal passato e permettono di instaurare un dialogo più fisico ed empatico tra i visitatori e la narrazione.

    Ringraziamenti
    
    Curatela: Elisabetta Ruffini / Chiara Molinero / Luciana Bramati
    Testi: Elisabetta Ruffini
    Progetto allestimento: Associazione Maite / Francesca Gotti / Stefano Marziali — HyperReal / Pietro Bailo
    Allestimento: Pietro Bailo / Simone Moretti / Simone Persico
    Progetto grafico: Dario Carta — #cartadesign
    Fotografie: Isabella Balena
    Applicativo multimediale: Stefano Marziali — HyperReal / Maria Andrea Filippo Cailotto
    Installazione sonora: Francesco Ronzon
    Restauro conservativo dei materiali esposti: Ilaria Lanfranconi / Eleonora Canobbio / Gaia Petrella
    
    Si ringraziano per la collaborazione, l’accesso ai materiali e il prestito dei materiali la Casa circondariale di Bergamo, la sua direttrice Teresa Mazzotta, la dott.ssa Anna Rosa Maioli e l’Ispettore Giuseppe Randazzo e i suoi colleghi, il Museo Mons. Guglielmo Carozzi di Seriate e la famiglia Capelli, Istituto nazionale Ferruccio Parri, il suo presidente Paolo Pezzino e il dott. Andrea Torre, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, il suo direttore Gadi Luzzatto e le dott.sse Anna Brazzo e Daniela Scala, l’Archivio di Stato di Bergamo, il suo direttore Mauro Livraga e la dott.ssa Lucia Citterio, la Biblioteca civica A. Mai e la sua direttrice Elisabetta Manca, il Bundesarchiv di Friburgo e il suo direttore Hartmut Weber.
    Si ringraziano per il contributo alla ricerca i collaboratori dell’Isrec Gabriele Fontana, Silvio Cavati, Silvano Marcassoli, Lia Martini, Cristina Mosconi, Francesco Corniani e Marinella Fasani.
    Si ringrazia per avere fatto proprio il progetto tutta l’Amministrazione di Bergamo, il suo sindaco Giorgio Gori e per l’assistenza le dottoresse Silvia Manzecchi e Fabrizia Lorusso.
    Si ringraziano tutte le socie e i soci di Maite che da anni lavorano, sostengono e supportano ExSA, Bene Comune.
    Si ringraziano per il supporto e il confronto Rosangela Pesenti e Agnese Lepre di Udi Velia Sacchi. Un grazie particolare a Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, per l’attenzione e la passione con cui ha accompagnato questo lavoro.
    
    La mostra è stata realizzata grazie alla caparbia insistenza e al generoso contributo di Maria Teresa Fiocchi Pugno Vanoni, figlia del detenuto politico Giulio Fiocchi.
    
    Il progetto Se quei muri ha ricevuto il sostegno di Fondazione Comunità Bergamasca, Fondazione Comunità Istituti Educativi, Associazione Culturale Banlieue, Fondazione Gritti Minetti e quello particolare di tanti e tante cittadine: Valentina Bailo, Maria Rosa Battaggion, Stefano Bonomi, Claudio Calzana, Roberto Cantoni, Elena Carnevali, Iginia Gandini, Giorgio Magri, Silvano Marcassoli, Amalia Martini, Salvatore Mattina, Livia Poloni, Luca Pornaro, Vittorio Pugno, Valeria Rossi, Paolo Sirtoli, Carlo Spinetti.