ExSA è una comunità inclusiva, un luogo aperto, intergenerazionale e accogliente, flessibile e in costante ascolto dei bisogni e desideri collettivi.

Se quei muri: una pagina di storia per una mostra curata da Isrec Bergamo, Associazione Maite e Comune di Bergamo

Se quei muri è una mostra che rievoca la vita di donne e uomini incarcerati all’interno di Sant’Agata tra il settembre 1943 e il maggio 1945.
L’Ex Carcere di Sant’Agata è stato un luogo a lungo dimenticato, situato nel cuore di Città Alta e oggi al centro di un’importante operazione di riqualificazione.

IL RACCONTO DEL LUOGO

L’evocazione di temi cruciali per il vivere collettivo e le generazioni future

Il carcere conserva ancora, grazie alla collaborazione tra Associazione Maite e Comune di Bergamo, alcune parti originali.
Una convenzione tra Comune di Bergamo, Isrec Bergamo e Associazione Maite ha permesso di mettere in sicurezza muri scrostati e porte arrugginite da interrogare per far emergere nel cuore del tessuto urbano il passato nella sua complessità.
La mostra è allestita nell’ultima parte integra del carcere e dà voce alla sua lunga storia, concentrando l’attenzione tra il ’43 e il ’45.

Con questo spirito, guidate dal volume Se quei muri potessero parlare (pubblicato nel 2020), le curatrici della mostra hanno dato vita ad un tessuto di storie e di documenti in grado di dare voce a un allestimento che possa fare emergere l’importanza della conservazione di “quei muri”. Sottratti al silenzio dell’indifferenza e al ritmo frenetico della produzione, i muri evocano il passato facendo diventare l’Ex Carcere di Sant’Agata un luogo di incontro con la storia ma soprattutto con la coscienza e l’immaginazione dei cittadini e delle generazioni future.

Modalità di accesso

A partire da Ottobre 2022:
SOLO SU PRENOTAZIONE

 

Percorsi guidati
Su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone* e per classi di istituti scolastici**
* contributo: € 5,00 a testa
** contributo € 3,00 a studente

 

Laboratori didattici
Su prenotazione per classi di istituti scolastici*
* contributo € 5,00 a studente


    Taccuino e Applicazione

    La visita consiste in un’esperienza immersiva grazie al taccuino cartaceo che accompagna il visitatore durante tutto il percorso. Il taccuino, oltre a stimolare riflessioni intorno alle parole e alle storie attraverso una voce narrante che adotta una prospettiva infantile, permette di fruire anche di contenuti multimediali accessibili tramite app per Android e iOS. La app offre contenuti legati alle storie e ai luoghi della repressione nazifascista a Bergamo, utilizzando la tecnologia della realtà aumentata attraverso la ricostruzione tridimensionale di spazi e mappe digitali.

    Ringraziamenti
    
    Curatela: Elisabetta Ruffini / Chiara Molinero / Luciana Bramati
    Testi: Elisabetta Ruffini
    Progetto allestimento: Associazione Maite / Francesca Gotti / Stefano Marziali — HyperReal / Pietro Bailo
    Allestimento: Pietro Bailo / Simone Moretti / Simone Persico
    Progetto grafico: Dario Carta — #cartadesign
    Fotografie: Isabella Balena
    Applicativo multimediale: Stefano Marziali — HyperReal / Maria Andrea Filippo Cailotto
    Installazione sonora: Francesco Ronzon
    Restauro conservativo dei materiali esposti: Ilaria Lanfranconi / Eleonora Canobbio / Gaia Petrella
    
    Si ringraziano per la collaborazione, l’accesso ai materiali e il prestito dei materiali la Casa circondariale di Bergamo, la sua direttrice Teresa Mazzotta, la dott.ssa Anna Rosa Maioli e l’Ispettore Giuseppe Randazzo e i suoi colleghi, il Museo Mons. Guglielmo Carozzi di Seriate e la famiglia Capelli, Istituto nazionale Ferruccio Parri, il suo presidente Paolo Pezzino e il dott. Andrea Torre, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, il suo direttore Gadi Luzzatto e le dott.sse Anna Brazzo e Daniela Scala, l’Archivio di Stato di Bergamo, il suo direttore Mauro Livraga e la dott.ssa Lucia Citterio, la Biblioteca civica A. Mai e la sua direttrice Elisabetta Manca, il Bundesarchiv di Friburgo e il suo direttore Hartmut Weber.
    Si ringraziano per il contributo alla ricerca i collaboratori dell’Isrec Gabriele Fontana, Silvio Cavati, Silvano Marcassoli, Lia Martini, Cristina Mosconi, Francesco Corniani e Marinella Fasani.
    Si ringrazia per avere fatto proprio il progetto tutta l’Amministrazione di Bergamo, il suo sindaco Giorgio Gori e per l’assistenza le dottoresse Silvia Manzecchi e Fabrizia Lorusso.
    Si ringraziano tutte le socie e i soci di Maite che da anni lavorano, sostengono e supportano ExSA, Bene Comune.
    Si ringraziano per il supporto e il confronto Rosangela Pesenti e Agnese Lepre di Udi Velia Sacchi. Un grazie particolare a Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, per l’attenzione e la passione con cui ha accompagnato questo lavoro.
    
    La mostra è stata realizzata grazie alla caparbia insistenza e al generoso contributo di Maria Teresa Fiocchi Pugno Vanoni, figlia del detenuto politico Giulio Fiocchi.
    
    Il progetto Se quei muri ha ricevuto il sostegno di Fondazione Comunità Bergamasca, Fondazione Comunità Istituti Educativi, Associazione Culturale Banlieue, Fondazione Gritti Minetti e quello particolare di tanti e tante cittadine: Valentina Bailo, Maria Rosa Battaggion, Stefano Bonomi, Claudio Calzana, Roberto Cantoni, Elena Carnevali, Iginia Gandini, Giorgio Magri, Silvano Marcassoli, Amalia Martini, Salvatore Mattina, Livia Poloni, Luca Pornaro, Vittorio Pugno, Valeria Rossi, Paolo Sirtoli, Carlo Spinetti.

    La mostra è stata realizzata con il contributo di: