ExSA è una comunità inclusiva, un luogo aperto, intergenerazionale e accogliente, flessibile e in costante ascolto dei bisogni e desideri collettivi.

Berghèm du sura o de sota?

Città Alta è la principale attrazione turistica di Bergamo, luogo sempre più indirizzato al consumo turistico e ad un forte processo di gentrificazione.
Nel 2008 è stata registrata una media di 8.000 turisti al giorno in alta stagione e nel giro di 10 anni questi numeri sono saliti del 3% (Osservatorio Turistico Provincia di Bergamo, Rapporto* 2008/2018); al contempo, il numero di b&b e case vacanze ha avuto un incremento vertiginoso, contando circa 130 strutture ricettive su un totale di 533 in tutto il comune  (*2017).

Questo va rapportato a due fattori. In primis, il numero di residenti entro le Mura: 2.600 nel 2020, un dato costantemente in calo, se si pensa che nel 1987 i residenti erano 3700, con una prevalenza di mononucleare  (Statistiche Demografiche Comune di Bergamo, 2020). In secondo luogo, al numero di alloggi vuoti e all’impoverimento dell’offerta di servizi e di attività al dettaglio indirizzate ai residenti: delle 160 attività commerciali registrate, solo il 16% sono esercizi alimentari e il 14% artigianali (Libro bianco sulle città storiche – Bergamo, ANCSA, 2018).

Perché siamo “in” Città Alta.
ExSA s’inserisce in questo contesto e ha sempre avuto l’obiettivo che i cittadini si riappropriassero di uno dei tanti luoghi dismessi del quartiere, rendendolo “incubatore di comunità”, spazio di partecipazione, nel quale gli abitanti di Città Alta si riconoscessero. Un luogo aperto, intergenerazionale, inclusivo e accogliente anche verso le fragilità, flessibile e in costante ascolto dei bisogni e desideri collettivi.

Il contesto produce dati e relazioni di valore grazie alla predisposizione all'ascolto e alla partecipazione attiva dei ricercatori. Per questo è fondamentale liberarsi da una serie di pregiuzi, anche impliciti, che conduno tutti ad una narrazione autoreferenziale. L’antidoto al pregiudizio è la conoscenza e l’analisi.

L'ascolto

Ascoltare è immergersi nei luoghi e nelle vite delle persone con cui si entra in contatto.

Un tratto che dovrebbe accumunare i nuovi centri culturali e che è fondante è l’ascolto costante per ciò che li circonda.
Da questo concetto nasce Babele in Ascolto, una rubrica ma prima di tutto un processo di ricerca sul campo, che permette a Babele l’esplorazione del territorio per indagare le realtà che lo abitano a livello micro, ossia all’interno del quartiere, e a livello macro, ossia entro i confini della città.
A febbraio 2021 abbiamo iniziato a indagare oltre i confini di ExSa per scoprire le associazioni e delle realtà che vivono e animano il quartiere di Città Alta. 

Abbiamo iniziato la nostra immersione in in Città Alta con una guida che ci ha accompagnati meravigliosamente in questo viaggio nel passato e nel presente del quartiere. Abbiamo rintracciato i punti storici nevralgici della città vecchia e abbiamo incontrato associazioni e persone: Associazione Rosa Agrestis,  Don Giovanni Gusmini, il CUT – Centro teatrale Universitario, la Cooperativa Libraria il Quartiere, la biblioteca Gavazzeni,  il TTB – Teatro Tascabile di Bergamo – primo esempio in Italia di partenariato tra pubblico e privato.